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martedì 31 luglio 2012

Le Olimpiadi sono SOLO Federica Pellegrini per la RAI?

Anche gli alieni guardano le Olimpiadi
(Credit ANSA.it)
Visto che di tempo libero purtroppo ne ho in abbondanza, mentre lavoro ai cambiamenti del mio blog, tengo la televisione accesa e sintonizzata su RAI HD per vedere le Olimpiadi e in questi giorni di gare mi sto accorgendo come il giornalismo italiano segue proprio uno schema preciso: individuare un beniamino e non calcolare nessuno oltre a lui/lei, un po' come succede in MotoGP con Valentino Rossi.


La RAI infatti sembra quasi stia trasmettendo gare di sport vari, solo come riempitivo del palinsesto tra una gara e l'altra di Federica Pellegrini, con tanto di mega inserti con conto alla rovescia su quante ore, minuti e secondi mancano alla sua prossima gara, nemmeno fosse l'unica atleta degna di interesse per l'Italia.


Che spreco di un'occasione splendida per sottolineare e valorizzare quella parte "buona" dell'Italia, quegli atleti, soprattutto degli sport meno conosciuti, che potrebbero essere dei validi esempi di valori fisici, psicologici e culturali per una nazione che sempre più è formata da tanti singole persone che pensano solo a loro stesse e non formano più un vero e proprio popolo.


Lo capiremo mai un giorno che non c'è un solo atleta e tutti gli altri sono solo dei riempitivi?


Possibile che le Olimpiadi siano solo Federica Pellegrini così come la MotoGP è solo Valentino Rossi?


E' così difficile fare bene il proprio lavoro di giornalista?


Sperando che con l'arrivo di SKY anche la MotoGP goda di una diversa filosofia di giornalismo, intanto aspetto e soffro.


Baci,
UsuL.

lunedì 30 luglio 2012

Porta ha fatto arrabbiare Mamma Spies

Ben Spies e sua madre
(Credit superbikeplanet.com)
Questa quasi mi sfuggiva, per fortuna un altro blogger ha attirato la mia attenzione verso l'account Twitter di Mary Spies, la mamma di Ben, dove ho trovato un messaggio molto critico verso il nostro uomo dei collegamenti ai box: Alberto Porta.


Il buon Porta aveva raccontato un episodio successo a suo dire nei giorni precedenti alla gara, svelando un retro scena un po' drammatico in cui la mamma di Ben Spies, (e suo manager), avrebbe fatto una sonora lavata di capo con scenata annessa ad uno dei meccanici del figlio, senza però specificare il motivo del presunto sfogo della signora Spies, lasciando così intendere che il clima nei box di Ben era fin troppo "caldo".


Oggi leggo sull'account Twitter della Signora Spies:

"Absolutely no respect for Alberto Porta for spreading a lie."



"Assolutamente nessun rispetto per Alberto Porta per aver diffuso una bugia."


Lo sfogo continua verso i giornalisti che cercano solo scandali per far notizia invece di interessarsi alle vere notizie etc.


A questo punto mi chiedo: chi l'ha sparata grossa? Porta raccontando un episodio mai avvenuto o la signora Spies smentendolo così seccamente?


Baci,
UsuL.

La Laguna Seca che lascia tutti a bocca asciutta

Rossi in versione zavorrina
Il Gran Premio di Laguna Seca è da sempre quello che mi emoziona di più, dopo il Mugello sia chiaro, ma mai come quest'anno è stato così deludente, purtroppo lo devo proprio ammettere.


Innanzitutto, come al solito mancavano le gare di Moto3 e Moto2 e quindi buona parte del vero spettacolo della MotoGP, spettacolo che non sia legato semplicemente ai rilievi cronometrici, se n'è rimasto a casa, del resto si sa che gli statunitensi non sanno nemmeno cosa sia il motomondiale eccezion fatta per una ristrettissima cerchia di appassionati per la maggior parte ducatisti, quindi come sempre la MotoGP non è altro che una gara "ospite" all'interno del week end di gare dell'AMA, (il campionato americano superbike).


Ciò non ostante di solito il breve, ma intenso circuito californiano riserva sempre colpi di scena, gare mozzafiato ed emozioni che pochi altri circuiti possono regalare, ma non quest'anno.


In pratica se dovessi parlare della gara dovrei descrivere una serie di distacchi cronometrici dall'inizio alla fine, con in mezzo tre sorpassi di numero, quattro incidenti senza conseguenze e qualche ritiro.
Già con queste premesse capite bene che un povero incapace come me non sa cosa dire di una gara che non ha offerto nulla a chi l'ha guardata. Non rimane altro che parlare della solita aria fritta: dove andrà a correre Rossi l'anno prossimo, il rinnovo del contratto di Hayden e gli sfoghi di Ben Spies.


Questione Rossi: il Grande Capo, (mentre lo scrivevo mi è passato per la testa "il Grande Puffo" e mi sono immaginato Del Torchio completamente blu e con un buffo cappello bianco, spero di riuscire a dormire stanotte), è andato in America con il resto della squadra Ducati, più per parlare ai vertici di Ducati USA che per Rossi eh, ma con l'occasione ha parlato anche con il funambolo di Tavullia. I bene informati per tutto il week end ci hanno detto che portava Oro Incenso e Mirra al miracolato della MotoGP, con un'offerta economica aumentata per convincerlo a restare, poi Valentino in collegamento dopo la gara con Fuorigiri ha candidamente sconfessato tutti dicendo chiaramente che Ducati ha ritoccato si l'offerta economica, ma al ribasso. Del resto, siamo onesti, dopo due anni così scadenti, per quanto le "colpe" siano sempre da entrambe le parti, perché mai Ducati dovrebbe pagarlo di più? A un altro pilota avrebbero stretto la mano e indicato la direzione dell'uscita, come hanno fatto in passato con Melandri ad esempio.
Rossi quindi non scioglie i dubbi sul suo contratto per l'anno prossimo, sembra solo che l'opzione Honda sia meno concreta, rimangono in lizza il rinnovo Ducati e il ritorno in Yamaha, il toto mercato continua, almeno fino alla prossima gara, poi non ci sarà più nulla di cui parlare se non le speculazioni su cosa succederà l'anno prossimo vista la scelta che avrà fatto.


Hayden confermato in sella alla Ducati. Questa è l'unica vera bella notizia di un week end soporifero! Nicky si merita la fiducia e il rispetto dei vertici di Borgo Panigale, perché fa il suo lavoro di seconda guida, dando il meglio di se stesso con i mezzi che ha e l'ha dimostrato ieri andando a riprendere la Honda clienti di Bradl, superandola e conquistando un sesto posto che se non sembra nulla di che sulla carta, avendo visto le prestazioni di Rossi prima della caduta a me è sembrato un piccolo miracolo.
Senza contare anche tutto il contorno al suo vero e proprio lavoro di pilota: Nicky spesso è impegnato con gli sponsor, al contrario del suo blasonato compagno di squadra che è dai tempi di "Come fa la tua moto Valentino" che non si fa vedere praticamente mai per gli sponsor.
Insomma un Hayden concreto e sempre presente per la squadra, sia in pista che negli impegni "istituzionali", che si è meritato alla grande il nuovo contratto!


Passando a un altro americano, Ben Spies, ci sarebbe da parlare per delle ore della sua situazione, purtroppo non è un italiano, quindi se lo filano poco o nulla, ma se fosse stato un nostro connazionale avremmo assistito a Processi del Lunedì in pieno stile per la sua vicenda. Il buon Ben quest'anno non va, ma siamo sicuri che sia tutta colpa sua? A me pare che la nuvoletta di Fantozzi si sia piazzata in pianta stabile sulla sua testa: cadute strane, gomme che si sbriciolano e l'apoteosi di ieri: la rottura del forcellone posteriore al cavatappi.
Spies giusto l'altro giorno ha annunciato che a fine stagione se ne va dalla Yamaha, ma non è tanto questo a fare scalpore, quanto quello che ha aggiunto: che se ne va perché non sopporta più l'ambiente ostile in cui vive in quel box, sembra quasi che sia odiato o comunque visto in malo modo. Sinceramente mi piacerebbe capire meglio la sua situazione, del resto il suo tecnico e la maggior parte di quelli che lo circondano, arrivano dal suo vecchio team della Superbike. A chi si riferisce Ben? Ai vertici di Yamaha? Ai meccanici di Lorenzo? A Lorenzo stesso?
Certo è che se la moto di Jorge è sempre perfetta e performante, la sua troppo spesso ha problemi anche inspiegabili se confrontati alla perfezione della moto del suo capo squadra. Sarà mica che la sua moto è quella dove provano cose strane per migliorare la moto, pensando "Tanto se non funziona e Spies si pianta, possiamo sempre dare la colpa a lui"?
Certo è che se al posto di Spies ci fosse Dovizioso e succedessero tutte quelle sfighe, (il forcellone che schianta di botto al cavatappi ancora mi fa rabbrividire), il buon duo Meda-Rangheri avrebbe un argomento fresco di cui parlare, mentre Bobbiese si chiederebbe se non sia il caso di sostituire Dovizioso con Rossi perché Valentino è Valentino.


Per tornare al week end di gara, come ho detto prima i sorpassi sono stati: Stoner su Pedrosa per il secondo posto, Stoner su Lorenzo per il primo posto, Hayden e Rossi su Bautista per il settimo e l'ottavo posto e Hayden su Bradl per il sesto posto. Sorpassi nella CRT: non pervenuti per mancanza di copertura video a parte quelli subiti quando li hanno doppiati.
Se questo è spettacolo ... capisco che la MotoGP sia il top delle prestazioni e dello sviluppo tecnologico del motociclismo, ma veramente sta diventando di una monotonia che rasenta l'incredibile.
La regia dell'evento poi per il novanta percento del tempo ha inquadrato solo ed esclusivamente i primi tre e se considerate che in 32 giri ci sono stati solo i due sorpassi fatti da Stoner e per il resto hanno viaggiato tranquillamente in fila indiana, potete ben capire lo spettacolo degno di un'anestesia totale.


Uniche note di brivido: l'incidente di Pirro alla prima curva, lo schianto improvviso e repentino della moto di Spies e su questo consentitemi una piccola digressione su Rangheri che è stato l'unico ad accorgersi al volo dalle immagini della caduta che si trattava del cedimento del retrotreno, onore a Ringhio per l'occhio di falco, infine la caduta di Rossi per la quale qualcuno ha abbozzato una piccola accusa alla Ducati, ma con poca convinzione visto che la moto gemella di Hayden non solo è arrivata al traguardo, ma ha anche fatto una bella rimonta su Bradl e un sorpasso dove normalmente nessuno passa: alla curva Rainey, che se l'avesse fatto Valentino ne starebbero ancora parlando.


Nota di colore: Bobbiese, ispirato probabilmente dal clima californiano, ma dimenticandosi che lui era ancora a Milano, sembrava uscito da un telefilm stile Baywatch, con tanto di catenella con le conchigliette molto trendy. Qualcuno avrebbe dovuto spiegargli che quello è più lo stile California del sud, Los Angeles, Venice etc, lo stile California del nord è quello di San Francisco, la città gay per eccellenza, per fortuna il buon Bobbiese era a Milano, se no così conciato avrebbe attirato strane attenzioni.


Baci,
UsuL.




P.S.: Nelle prossime settimane, durante la "pausa estiva", lavorerò ad un cambiamento di questo blog. State "sintonizzati" per le novità!

mercoledì 18 luglio 2012

Gli animi caldi si scaldano ancor di più

I piloti Ducati, sorridenti come li vorrei sempre vedere
Sarà che sono un bonaccione che cerca di vedere sempre il lato buono delle cose e delle persone, sarà che mi sento ancora un appassionato di moto all'antica (non dico pane e salame se no Meda poi sbuffa) e quindi parto dal presupposto che siamo tutti "fratelli" in sella, ma questo clima di contrapposizione, di "odio", di continua sfida e scontro, vuoi che sia tra tifosi, vuoi tra giornalisti, inizia un po' a preoccuparmi.


Certo, per quanto bonaccione non sono del tutto stupido e so che, con l'allargamento del pubblico che segue il motociclismo, è ovvio che qualche testa calda simil ultras di calcio prima o poi doveva arrivare, ma quello che proprio non capisco è perché i giornalisti sentono il bisogno di alimentare e qualche volta creare ad hoc polemiche infinite, mettendo zizzania dovunque possono, con il risultato che chi sente meno il retaggio del vecchio appassionato come me, finisce per vedere tutto come se fosse una sfida d'onore, come se andare a fare polemiche qui e la nella rete, sia la cosa giusta da fare per sostenere il proprio pilota o la propria marca.


Già l'avvento di chi non è motociclista tra le fila di chi segue la MotoGP ha segnato una linea di confine che abbiamo varcato, e dalla quale difficilmente potremo tornare indietro, in cui giustamente tutti si sentono di dire la loro opinione, di criticare e giudicare, anche se non sanno minimamente cosa vuol dire andare in moto, cosa vuol dire andare in una pista.
Sinceramente a prima vista non è un male, perché più pubblico vuol dire più sponsor, più sponsor vuol dire maggiori fondi per i team e di conseguenza un aumento della competitività, almeno sulla carta, ma vuol dire anche che stiamo vedendo ogni giorno di più, l'arrivo di personaggi che s'infervorano, insultano, cercano in tutti i modi di convincerti che hanno ragione loro e che te non hai capito nulla e questo francamente è fastidioso.


Non che io sia un esperto, anzi sono il primo ad ammettere che come motociclista sono un cancello, che non ho nessuna formazione tecnica e non sono neppure un giornalista, ma mi piace dire la mia, il più possibile con rispetto ed educazione. Se trovo uno di questi personaggi di solito per un po' cerco di spiegare le mie ragioni, facendogli capire il mio punto di vista, spesso senza contraddirlo, perché ci possono essere modi diversi di interpretare il mondo che ci circonda e non sempre, anzi quasi mai, c'è un modo giusto e uno sbagliato. Purtroppo però con certe persone non si ragiona proprio.


E così mi ritrovo a leggere ogni giorno, sempre più polemiche sterili e che lasciano il tempo che trovano, da chi dice che Valentino è un pilota finito, a chi dice che Ducati è una moto di merda, da chi monta l'ennesima polemica prendendo spunto dalla spallata di Stoner, a chi ne approfitta per innescare una polemica sul fatto che le spallate sono giuste se date da uno e sbagliate se da un altro e via così.


Noi tifosi facciamo tanta fatica a rispettare le opinioni altrui anche se non le condividiamo?
Loro giornalisti riescono parlare di motociclismo e non di scandaletti e ripicche?


In questo clima di caccia alle streghe, in cui i risultati sportivi e i gesti atletici dei piloti non contano più nulla, in questo mondo del motociclismo che sta diventando sempre più basato sul gossip piuttosto che sullo sport, la mia unica preoccupazione è cosa succederà quando Mediaset approderà alla Superbike.
Tra i piloti della SBK le spallate sono all'ordine del giorno, alle volte volano anche ceffoni nei box tanto si scaldano gli animi, ma per fortuna i tifosi hanno ancora i piedi per terra e ci si rispetta a prescindere dal colore della marca o dal numero del pilota.

Saranno in grado di trasmettere e commentare le gare senza cadere anche lì nel tranello della via più semplice per fare audience e cioè la polemica e lo scandalo di turno?


Lo spero ardentemente, perché se no poi ci verrà a mancare anche l'unico campionato appassionante e spettacolare che c'era rimasto, dopo che Honda ha colonizzato e monopolizzato 125 e 250 per i suoi scopi commerciali e ridotto la MotoGP ad un affare per pochi intimi dove se non hai decine di milioni di euro non puoi nemmeno pensare di competere.

Ci rimane solo la Superbike e spero che riesca a sopravvivere a quel giornalismo che troppo spesso vive delle polemiche del dopo gara e che sta rovinando lo sport del motociclismo, creando un pubblico di ultras da stadio, piuttosto che di motociclisti sempre pronti alla piega, sia essa del ginocchio in terra o del gomito per la birra.



Faccio per primo il fioretto di essere meno acido e polemico d'ora in poi, spero di non rimanere solo in quest'intento, voi che mi leggete cercherete di seguirmi in questa crociata contro l'informazione spazzatura nel motociclismo?


Se solo noi gente comune smettessimo di andare dietro alle polemiche, probabilmente i giornalisti capirebbero che nel farle hanno più da perdere che da guadagnare.


Baci,
UsuL

martedì 17 luglio 2012

Twitter: Fight Club a 140 caratteri



Un logo di Twitter
Questa mattina, sorseggiando il primo caffè della giornata, mi sono dilettato a leggere la sfida a suon di battute in 140 caratteri tra Misterhelmet e Federico Aliverti, rispettivamente noto blogger e quant'altro e il vicedirettore della rivista Motociclismo, che ad essere sinceri continua tutt'ora mentre sto scrivendo questo intervento.


Il punto della singolar tenzone su Twitter non è poi così importante e visto che non è di quello che voglio parlare, sorvolo su argomenti e ragioni dell'uno e dell'altro, per dirla tutta chi abbia stuzzicato chi e quale dei due abbia ragione non ha molta importanza, il punto che volevo approfondire è quello più generico della pubblicità nell'informazione.

Che le riviste su carta stampata vivano delle inserzioni pubblicitarie, è cosa nota e scontata, non penso che i quattro gatti che mi leggono, credano ancora che un giornale possa reggersi sui ricavi della vendita in edicola, ma da qui a ipotizzare che un giornale sia più o meno "venduto", ne passa.

Personalmente ho avuto a che fare con situazioni simili in passato, per un certo periodo ho curato le pubbliche relazioni, la pubblicità e l'immagine di una nota azienda estera, ma di un settore diverso da quello del motociclismo e so, almeno per quanto riguarda quel settore, fin dove uno che fa quel lavoro può spingersi con i giornali che trattano l'argomento.
La recensione positiva di un prodotto negativo è impossibile, ci ho provato, per cui posso tranquillamente dirvi che la rivista mantiene un minimo di imparzialità, anche se le sventoli di fronte un contratto pubblicitario a lungo termine con guadagni notevoli e nel mio caso parliamo di prodotti non potenzialmente mortali o comunque molto costosi come una motocicletta.
Certo, un prodotto senza gloria o infamia, può diventare un "Prodotto interessante anche se di nicchia", che tradotto vuol dire: "Lo compra solo un fesso, ma quel fesso sarà un compratore di nicchia contento", e se il numero di inserzioni pubblicitarie è ingente, ma previo controllo da parte del giornalista, mi è capitato di scrivere io stesso la recensione del prodotto della mia azienda, salvo poi vedere la recensione firmata da uno dei giornalisti della rivista.

Sta di fatto che la pubblicità è a tutti gli effetti l'anima del commercio, soprattutto ora che di soldi ce ne sono veramente pochi, che la gente sta sempre più eliminando il superfluo e che comprare una rivista in edicola sta diventando sempre di più anacronistico e cade inesorabilmente in disgrazia: internet e l'informazione pressoché immediata stanno condannando le riviste ad un futuro sempre meno brillante.

A questo punto è lecito chiedersi se e come le inserzioni pubblicitarie influiscono nelle scelte di redazioni più o meno importanti, ma lo stesso dicasi delle scelte di piccoli siti d'informazione "alternativa", che magari non hanno bisogno o comunque scelgono di non vendere spazi pubblicitari direttamente, ma che essendo scritti da persone come voi e me, risentono lo stesso di influenze più o meno importanti di diverso tipo, dalla simpatia o meno per un prodotto da recensire, così come dalla linea adottata come taglio redazionale, che spesso porta chi scrive a trincerarsi dietro un'idea o un giudizio di base che influenzerà poi tutte le scelte future.

Giornali marchettari e blogger banneristi?

Alla fine della storia rimane sempre un comune senso della logica a mettere ordine in tutto: chi legge un giornale per farsi un'idea di un prodotto, sia esso una moto o un trattore, di sicuro non si limiterà ad una visione sola, ma leggerà altri giornali per farsi un'idea più completa e se anche un editore ha "venduto" la sua recensione di un prodotto, ce ne saranno altri due o tre che non l'hanno fatto e le magagne salteranno fuori di sicuro, in un modo o nell'altro.
Così come il blog di turno: nessuno prende come oro colato le parole di un solo blogger, anche se famoso e rispettato come Misterhelmet: le confronterà con altre versioni della stessa storia, scritte da altri blogger, forse meno famosi, ma ugualmente appassionati.

Il consumatore di oggi, anche e soprattutto perché non ha più tanti soldi da buttare, è un po' un falegname coscienzioso: misura due volte, taglia una.

Quindi tutta la giornata in cui Twitter è stato condito da colpi di fioretto tra i due "big", della carta stampata uno e del web l'altro, è stata veramente interessante e divertente, ma forse entrambi non hanno capito che la gente comune, come me, non decreterà un vincitore e uno sconfitto, si limiterà a godersi lo spettacolo come gli avventori di un bar che assistono ad una rissa, non importa chi vince e chi ha ragione tra i due contendenti: stanno semplicemente offrendo uno spettacolo gratuito e quando sarà finito, non rimarrà traccia del perché hanno combattuto e di chi fosse le ragione.

Sta di fatto che mi sono divertito a leggerli ... a quando il prossimo round? :)

Baci,
UsuL

P.S.: Il primo che ha pensato: "Se vuoi un giornale che parli sia di moto che di trattori basta che compri Mondo Ducati", vince un abbonamento a vita al fan club di Valentino Rossi.

lunedì 16 luglio 2012

L'azzecca garbugli del mercato piloti

Parole dolci per convincerlo a restare?
Ci stiamo avvicinando inesorabilmente al giro di boa di questa stagione della MotoGP che vive sulle chiacchiere da bar a proposito di Valentino Rossi prima, e delle chiacchiere da bar sul "moto mercato" ora.


Visto che stiamo parlando di chiacchiere da bar, non potevo non sentirmi tirato in causa in prima persona, visto che il mio blog ne è l'apoteosi: scritto da un non addetto ai lavori, su quello che dicono i giornalisti più o meno credibili, e letto distrattamente da quattro affezionati gatti.


Sinceramente non vedo l'ora che il mercato dei piloti sia ben definito e si metta la parola fine a tutto questo carosello di ipotesi, colpi di scena, teorie strampalate e chi più ne ha più ne metta. L'unico mio dubbio è che quando non ci sarà più nulla da dire su chi guiderà quale moto l'anno prossimo, saremo costretti a parlare delle gare e questo vorrà dire parlare di aria fritta e riposini pomeridiani.


Andiamo però con ordine e non fasciamoci la testa prima del tempo, perché c'è molto ancora di cui parlare a proposito del moto mercato e io, che di mia natura sono uno di quelli che odia aspettare, non resisto più in questo clima di attesa: vorrei sapere come si muoveranno tutti i vari piloti per l'anno prossimo.


Ci sono due modi per riassumere la questione: uno veloce e uno più analitico.


Per quelli di voi che non hanno tempo e voglia di leggersi tutto la pappardella analitica, inizierò con quello veloce.


Una sella disponibile in Yamaha ufficiale contesa tra Spies, Dovizioso e alcuni vorrebbero che anche Rossi facesse parte dei pretendenti. Un paio di selle sulle Yamaha clienti del team Tech3, contendenti praticamente nessuno: sono riservate a chi perde il posto su quelle più blasonate. Da due a quattro selle disponibili per le Honda clienti, di cui una quella di Bradl abbastanza certa, le altre chi lo sa? Dipende tutto da come si mette per quelle ufficiali.
Ducati da tre a quattro selle in ballo, sempre che Valentino resti o vada e che Pramac ritorni o meno a schierare due moto, i pretendenti a quelle selle tra già seduti e quelli che gli altri vorrebbero ci si sedessero sopra sono parecchi, da Hayden a Crutclow, da Iannone a Redding, la confusione è tanta e tutto rimane fermo ad aspettare le decisioni dell'azienda per Pramac e di Valentino per le ufficiali.


Riassunto: a seconda di quello che Valentino decide, si muoveranno tutti di conseguenza, quindi finché lui non parla, tutto rimane possibile e impossibile allo stesso tempo, un po' come la meccanica quantistica e il suo "gatto di schrödinger", quindi potremmo chiamare questa fase del mercato piloti, il Paradosso del Gatto di Rossi.


Se, mio caro lettore, ti senti pronto ad una sfida alla noia e alla confusione generale, allora di seguito ho cercato di analizzare la situazione in modo più completo, sempre dal mio punto di vista: quello da bar.


Vediamo un po' cosa sappiamo per ora:


Honda


Per il team ufficiale i giochi sono fatti e finiti: i due piloti per la stagione 2013 saranno Pedrosa e Marquez, per i due team satellite invece, ancora non giungono notizie certe, ma personalmente credo che LCR si terrà stretto il giovane Bradl, il tedesco ha dimostrato di essere un esordiente di prim'ordine in MotoGP, veloce e costante sta diventando sempre più forte GP dopo GP, forse manca un po' di entusiasmo e un pizzico di spettacolo intorno al buon Stefan, ma dal punto di vista squisitamente professionale è uno dei migliori debuttanti degli ultimi anni.
L'altro team privato Honda è quello di Gresini, non si parla più di tanto del mercato piloti che lo riguarda, ma personalmente non credo che quello di Bautista sia un rinnovo scontato: tranne qualche picco Alvaro non sta poi facendo una stagione che farà parlare di lui negli anni a venire e credo che il tempo di dimostrare le sue capacità sia oramai passato. Gresini viene tirato spesso per la giacchetta dai giornalisti italiani: team italiano con sponsor italiano, ma senza pilota italiano, quindi nel corso di questi mesi se ne sono sentite di tutti i colori, compreso chi ci vedrebbe bene Valentino Rossi, ma Fausto non si sbottona molto e quindi non si sa nulla.
Comunque per quanto riguarda i team satellite, penso che saranno veramente gli ultimi ad avere delle certezze: dovremo aspettare che si occupino prima le selle ufficiali delle altre marche.



Yamaha


Il team ufficiale ha una sola certezza: Jorge Lorenzo, per la seconda sella i nomi in ballo secondo la stampa sono:

Spies, la riconferma del pilota americano sembra sempre più difficile. Non so perché Ben sia entrato in questa spirale di risultati pessimi e botte di sfiga, ma fatto sta che viene regolarmente battuto dalla Yamaha clienti di Dovizioso e questo non dovrebbe accadere, soprattutto con un Lorenzo strepitoso, ma unico alfiere Yamaha contro le Honda.



Dovizioso, il Dovi emigrato dalla Honda ufficiale dell'anno scorso ha avuto l'umiltà di andare nel team satellite della Yamaha, ha fatto il suo percorso di apprendimento per imparare a guidare una moto completamente diversa da quella che guidava l'anno scorso ed è tornato nelle zone alte della classifica, sia dei gran premi sia del mondiale. Sarebbe il compagno di squadra ideale per Lorenzo nel 2013, veloce e costante nelle prestazioni, ma senza grilli per la testa e pronto a giocare per il proprio compagno portando via punti mondiali agli eventuali avversari del prossimo campionato.


Rossi, ebbene si, la voce continua a circolare tra i giornalisti, non so quanto sia vera, non ho sentito una sola parola che possa anche minimamente confermarla, ma sta di fatto che anche dopo il Mugello ancora si parlava di lui in Yamaha. Ci credo? Non molto, ma sono solo un chiacchierone da bar e quindi non ne so abbastanza per dire la mia.


La sella della seconda Yamaha ufficiale quindi sembra che abbia tre pretendenti per ora, mentre per le due selle della Yamaha clienti del team Tech3 sembra che una sia già destinata all'inglese della Moto2 Bradley Smith, ma l'altra? Tutto dipende dai movimenti delle ufficiali come al solito, quindi si vedrà a giochi fatti.


Ducati


E qui iniziano i problemi, la confusione e il kaos. In questi ultimi giorni i pretendenti ad una sella in Ducati sono:


Valentino Rossi, rimane, se ne va, compra il team e poi lo chiude per il gusto di farlo? Nessuno sa nulla: Rossi è sempre stato bravo a mantenere il più stretto riserbo sulle sue intenzioni future, quindi tutto quello che si dice è solo speculazioni.


Hayden, forse in Ducati lo lascerebbero senza sella, giusto perché non sanno se Rossi rimane o meno, ma sta di fatto che Nicky è un pilota della Rossa di Borgo Panigale che ci mette impegno e cuore, il più amato dai tifosi Ducati più accaniti, lasciarlo a piedi sarebbe un brutto colpo dal punto di vista dell'immagine di Ducati e molti non ne sarebbero contenti. Hayden merita il rispetto del team, ma soprattutto della dirigenza.


Crutchlow, il pilota inglese attualmente in sella alla Yamaha Tech3 e compagno di squadra di Andrea Dovizioso, vuole una moto ufficiale e l'unica disponibile sarebbe quella Ducati. Molti tifosi ducatisti lo vedrebbero bene sulla Desmosedici per il suo stile di guida garibaldino, ma se Rossi rimanesse, prenderebbe il posto di Hayden e per quanto anche a me Cal piaccia molto, non sarebbe all'altezza di Nicky.


Iannone, questa è la classica "bomba dell'ultimo minuto", molti giornalisti l'hanno chiamato in causa come possibile prossimo pilota Ducati, se sia al fianco o al posto di Rossi non è dato sapersi, ma penso sinceramente che sarebbe un ottimo sostituto di Valentino: colmerebbe il vuoto come "pilota italiano del team" e porterebbe in eredità un discreto numero di sostenitori, penso che sia tra i papabili sostituti del funambolo di Tavullia, più che un possibile compagno di squadra. Sarebbe adatto alla Ducati? Ora come ora credo proprio di no: Iannone è un perfezionista quasi peggio di Valentino, salire sulla Ducati penso che lo porterebbe rapidamente a fare un infarto cardiovascolare multiplo dovuto allo stress nel cercare di mettere apposto ogni singolo piccolo aspetto del set up di una moto che va guidata più con la Fede che con la tecnica.


Redding, altro pilota inglese della Moto2 che molti fan vorrebbero su una Desmosedici, ma tra tutti i nomi in ballo sembra il meno realistico, sicuramente molti lo indicano come possibile pilota "rude" stile Crutchlow, ma ancora una volta mi chiedo se veramente è quello lo stile giusto.


Per quanto riguarda le Ducati private, il discorso di complica ancor di più: penso che il team AB Cardion del pilota ceco Abraham non si vedrà l'anno prossimo, sicuramente non con una Ducati, mentre per quanto riguarda la Pramac, team storicamente legato al marchio bolognese, sembra che Pernat sia deciso a mettere sul piatto un accordo per ritornare al vecchio progetto del team satellite di sviluppo moto/piloti, dando una maggiore importanza alla squadra privata, un po' come attualmente lavorano alla Tech3 per fare l'apprendistato dei probabili piloti per il team principale.
Il progetto di Pernat è sicuramente interessante e giusto: avere una squadra privata che fa da nave scuola per i giovani talenti che abbiano l'aspirazione di entrare nel team ufficiale e un'altra visione ingegneristica in grado di dare interpretazioni diverse per lo sviluppo della moto. Tutto sta a vedere se chi ha pianificato o sta pianificando le strategie aziendali del reparto corse per i prossimi anni, ha intenzione o meno di fare un accordo di questo tipo con il team Pramac.


Torniamo quindi al Paradosso del Gatto di Rossi di cui sopra: finché non parla lui, gli altri discutono, propongono e si propongono, ma nulla si muove e nulla viene firmato.
Una volta che Valentino svelerà i suoi piani per il futuro, allora vedremo tutti i tasselli del puzzle andare magicamente al loro posto, oppure se preferite, sarà un po' come il gioco della sedia: appena Vale sceglie la sua, sarà una corsa per tutti gli altri per potersi sedere su quella migliore tra quelle disponibili.


Alcuni di voi potrebbero ricordarmi che tra le MotoGP ci sarebbero anche le CRT, ma credo che non ci sia un solo pilota al mondo che al momento aspiri a guidarne una. Dopo il moderato entusiasmo iniziale, questa formula di MotoGP a basso costo si sta rivelando per quello che molti temevano sarebbe stata: un buco nell'acqua. Penso che scendere in pista insieme, (dire "contro" sarebbe azzardato), ai prototipi della MotoGP con delle finte Superbike depotenziate, sia quanto di più inutile si sia mai visto nel motomondiale. Fossi nei panni di un pilota della Moto2 o della MotoGP, piuttosto rimarrei in Moto2 o cercherei un ingaggio nel Mondiale Superbike: correre con una CRT dev'essere veramente frustrante. Quindi nel caso loro non si parla di posti disponibili, ma piuttosto di posti da evitare.


Baci,
UsuL


P.S.: Ci sarebbe anche l'ipotesi Bobbiese, ma mi vergognavo a citarla tra le possibili, magari poi si avvera e mi tocca rimangiarmi tutto, ma chiedere a Dovizioso: "Se Valentino si prende la seconda Yamaha ufficiale che vorresti tu, andresti al suo posto in Ducati?", mi sembrava veramente fuori luogo come quesito ad Andrea, sempre troppo buono per rispondere con un vaffa.

domenica 15 luglio 2012

MotoGP, MotoGP delle mie brame, qual'è il circuito più bello del reame?

Il casco di Rossi per il Mugello
Ebbene si, la risposta alla domanda nel titolo del post è proprio scontata: il MUGELLO!


Certo io sono di parte, sono così fanatico del circuito del Mugello che con mia moglie l'abbiamo scelto come tabella per indicare i posti al pranzo del nostro matrimonio, compresi i segna posti sui tavoli che erano i nomi delle curve, ma il Mugello riserva sempre delle sorprese e delle emozioni così intense da meritarsi il titolo di Università delle due ruote che fu di Assen.


E anche quest'anno non ha disatteso le aspettative di tutti noi appassionati, regalandoci tre gare splendide, anche la MotoGP, pur sempre leggermente soporifera, ha dato uno spettacolo molto al di là della media stagionale!


Moto3: i ragazzini pazzi della classe più piccola del Motomondiale se le sono date di santa ragione, ammucchiati l'uno contro l'altro in perenne ricerca della scia giusta per lanciare le loro motine a velocità che si fa fatica a credere possano raggiungere ed è stato un piacere unico vedere la gara di un Romano Fenati con tanta voglia di riscattare la gara tedesca in cui, diciamocelo, c'ha fatto una figuraccia. Così il buon Romano corre una gara al limite del perfetto, provandoci sempre quando ha potuto, cercando di scappare in solitaria quando ne ha avuto l'occasione, salvo poi ritornare nel gruppetto degli inseguitori quando ha visto che non ne aveva per andarsene da solo, aspettando la sua occasione, capendo quando i due piloti che guidano il mondiale hanno deciso di cambiare marcia e dare lo strappo vincente a pochi giri dal termine, riuscendo a non perderne la scia, cosa che non è riuscita all'altro italiano Antonelli che purtroppo è rimasto nel gruppetto degli inseguitori che avevano perso il traino dei migliori. Anche il finale se l'è giocato nel migliore dei modi, trovando la concentrazione e la freddezza per riuscire a sfruttare le scie di Cortese e Vinales solo per poi prendere la sua strada, in modo deciso ha voluto provare il tutto per tutto nella volata finale e anche se per poco non è riuscito a portare a casa la vittoria, ha dimostrato di avere l'intelligenza e il sangue freddo necessari per stare tra i migliori al mondo. La bandiera a scacchi lo vede secondo e noi lo vediamo bene per il futuro! Spero sempre che non ceda alla pressione delle aspettative intorno a lui.


Moto2: Iannone show!
Ebbene si, il pilota dalla capigliatura improbabile è riuscito a vincere sul circuito di casa e l'ha fatto da vero campione, guidando al massimo, senza mai risparmiarsi, ma con il giusto piglio e la concentrazione di chi arriva al limite e quando può cerca anche di superarlo, ma sempre attento a non strafare per la voglia di dimostrare tutto subito.
Rimane nel gruppo dei migliori, fa la sua parte, cerca di andarsene, ma non ci riesce e quando vede 
Espargarò tentare la fuga, si sbarazza di un Luthi bravissimo e generoso nel suo tentativo di star dietro allo spagnolo, ma che lo rallentava, così Iannone si lancia all'inseguimento, fa segnare il giro più veloce in quel momento e va a riprendere Policio, lo supera all'inizio dell'ultimo giro, rintuzza gli attacchi dello spagnolo e va a vincere con mia immensa gioia perché dall'inizio di quell'ultimo, infinito giro non riuscivo più a respirare, col fiato sospeso in religioso silenzio, con gli occhi fuori dalle orbite e lo stesso animo con cui si guarda la scena principale di un film horror, quando speri non succeda niente, ma hai paura del colpo di scena.
La bandiera a scacchi che lo saluta per primo mi permette di lanciare un liberatorio urlo di gioia e di tornare a respirare.


MotoGP: la gara meno soporifera della stagione!
Da qui a dire che sia stata una gara all'altezza dello spettacolo di un tempo ne passa, ma se non altro la palpebra non calava.

"Pedrosa parte a fionda", nella cabina di commento di Italia1 erano preparati a dirlo come ogni domenica di gara e l'hanno detto, salvo poi accorgersi con un pizzico di stupore che questa volta è stato Lorenzo a partire come una fionda!
Da quel momento il buon Jorge se ne va, aumentando lentamente, ma inesorabilmente il suo vantaggio sugli inseguitori che come ci hanno abituato da un po' di tempo a questa parte sono Pedrosa e Dovizioso.

Nelle immediate retrovie scatta la sfida tra Bradl e Hayden e dietro di loro Valentino Rossi si libera delle CRT e trascina Crutchlow per tutto il Gran Premio, Meda non sa se lodare il buon Hayden che sembrava destinato a perdere ogni velleità di sorpassare Bradl e andare alla caccia del terzo posto di Dovizioso, oppure sorvolare con garbo sulle prestazioni dell'americano, ricordandosi che Nicky guida la stessa moto tanto disprezzata da Valentino Rossi.
Ci pensa Nicky a cambiare le carte in tavola perché quando la coppia di Mediaset fa notare che oramai sta perdendo contatto da Bradl e viene risucchiato dalla coppietta Rossi-Crutchlow amorevolmente in scia dall'inizio del GP, l'americano più amato dai Ducatisti chiude la vena, riprende il tedesco proprio quando inizia a sentire sul collo il fiato del pesarese.
Quando Nicky sfrutta la scia di Bradl all'inizio dell'ultimo giro, riesce a superarlo alla San Donato, ma il tedesco non ci sta e lo ripassa alla prima variante, manovra che non gli riesce tanto bene: lo spinge fuori dalla traiettoria ideale e Hayden si ritrova in un attimo dietro alla coppietta di cui sopra e chiude settimo.
Non me ne voglia Valentino Rossi, ma il suo quinto posto non se l'è per nulla meritato e i suoi tifosi più sfegatati festeggiano il loro campione, primo delle Ducati, manco fosse un premio, ma se è veramente il campione che tutti continuano a ricordarmi essere, perché Hayden ha lottato fino all'ultimo giro per il quarto posto, mentre lui ha dovuto fare una gara in attesa salvo poi arrivare quinto e come al solito per demerito degli altri e non merito suo?
Se Hayden lotta per il quarto posto, mi aspetto che Rossi, essendo il talento che è, lotti per il podio.

Ma tant'è, il funambolo di Tavullia ci sta abituando a gare corse in riserva, aspettando che gli altri facciano un errore per poi arrivare all'arrivo timbrare il cartellino e tornarsene a casa.
E' un po' quello che sta facendo anche al di fuori della pista: aspetta di vedere cosa fanno gli altri: AUDI licenzierà l'intero staff tecnico di Ducati che ostinatamente si rifiuta di progettare una brutta copia della Yamaha per lui? Se si allora resta, se no allora se ne va, perché se non è una moto costruita con la logica giapponese lui non la sa guidare e quindi meglio andarsene.
Quindi mi viene spontanea una domanda: se è vero che ci si mette tanto tempo a progettare, costruire e sviluppare una moto e se è vero che Ducati costruirà una moto diversa a seconda che Valentino resti o meno, cosa aspetta Rossi a decidersi di dire cosa vuole fare? Più lui ci tiene sulle spine, meno tempo rimane per sviluppare una moto, che sia una Ducati se se ne va, o una Yamacati se resta.
Spero solo che non la tiri lunga pur sapendo che se ne andrà, solo per sapere che a Ducati rimarrà poco tempo per sviluppare una moto vincente per l'anno prossimo e poterle battere nel 2013 solo per poter dire: "Visto? Non ero io, era la moto!".
Lo so, tendo a essere paranoico ogni tanto, ma spesso scopro poi di essere stato più realistico che paranoico.
Per la cronaca vince Lorenzo, ricambiando a Pedrosa l'umiliata subita in Germania, mentre al terzo posto arriva un Dovizioso alla caccia di una Yamaha ufficiale.
A proposito di Dovizioso: non sono del tutto sicuro perché ero distratto dalla mia creatura pelosa che voleva giocare, ma mi pare di averlo sentito schivare l'ennesima domanda imbarazzante per tutto il mondo del giornalismo, rivoltagli come al solito dal genio incompreso dei paddock: Bobbiese.
L'uomo dai capelli meno credibili del mondo, con il solito sorriso vagamente sadico, gli chiede se nel caso la seconda Yamaha ufficiale andasse all'unico e solo pilota di cui sa parlare, Valentino Rossi, lui andrebbe su una Ducati?
Il povero pilota cosa dovrebbe rispondere? Io non so se Bobbiese si rende conto di che razza di domande fa, ma sinceramente cosa si spettava che rispondesse? "Si guarda, sarei felice di andare a fare la figura dello scarso su una Ducati snaturata e resa perdente da Rossi, che mi soffierebbe il posto su una Yamaha ufficiale per cui mi sto ammazzando ad ogni staccata quest'anno, solo per potervi sentir dire che lui è il migliore del mondo e che io non so andare sulla rossa di Borgo Panigale."
In studio con Bobbiese ci sono anche Agostini, Cereghini che stranamente non ha ricordato il sorpasso di Valentino su Stoner a Laguna Seca, forse perché l'australiano non ne ha fatta una giusta e ha chiuso all'ottavo posto a 30 secondi da Lorenzo dopo averne combinate di cotte e di crude e, strano ma vero, c'è anche Lucchinelli che fino a questo GP era sparito dai teleschermi di Mediaset, forse perché alla prima gara della stagione aveva avuto il coraggio di dire che Valentino non può non dare almeno mezzo secondo al giro al suo compagno di squadra, gli aveva dato la colpa delle prestazioni ridicole, non si fa e difatti è sparito dai teleschermi, esodato verso il dimenticatoio. Probabilmente ha firmato un impegno scritto a non criticare Valentino in alcun modo, si vedeva che voleva farlo, ma si mordeva la lingua di tanto in tanto: deve portare a casa la pagnotta pure lui a fine mese, tiene famiglia.


Ora tutti pronti per andare oltre oceano, a Laguna Seca, Cereghini non aspetta altro che commentare lo splendido sorpasso al cavatappi che sicuramente Valentino Rossi farà su Barberà per andare a conquistare imperiosamente il sesto posto in classifica generale, ma sopratutto il primato nella speciale classifica delle Ducati!


Baci,
UsuL