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domenica 29 aprile 2012

L'Inno Italiano risuona a Jerez.

Suona l'inno italiano, ma non è per Rossi, è per Fenati, il giovane esordiente della Moto3 che coglie oggi la prima vittoria nel circuito mondiale, alla sua seconda gara, in condizioni di asfalto così difficili da lasciare a terra metà dei partecipanti.
Romano è partito cauto, ha gestito le prime curve con un pizzico di follia tipica di chi ha la sua età, ma poi dopo essere balzato dal decimo posto della griglia al quinto dopo le prime curve, Fenati ha "riaperto la vena", ha lasciato acceso il cervello, ha guidato al limite, ma senza rischiare oltre il necessario e quando è stato scavalcato da chi rischiava di più, l'ha lasciato andare e la pazienza ha dato i suoi frutti: giro dopo giro gli errori e le cadute dei suoi avversari gli hanno permesso di prendere il comando a  metà gara e da quel momento ha iniziato a spingere, costantemente, fino all'ultima curva, senza mai perdere la concentrazione, guidando con una facilità e una confidenza che sembrava fare un altro lavoro, con il risultato che al traguardo tra lui e tutti gli altri c'erano 36 secondi, un distacco che in una classe come la Moto3 è un fatto incredibile visto che le prestazioni non differiscono poi tanto tra moto e moto.
Romano ha dato la paga a tutti, l'ha fatto usando il cervello, dimostrando che si può fare, che anche noi abbiamo dei giovani che meritano un investimento nelle loro capacità, mi spiace solo che i giovani italiani debbano andare a correre nei campionati spagnoli come ha fatto lui per imparare ed emergere, ma un giorno affronterò anche la questione CIV vs CEV, non oggi, oggi mi limito ad ascoltare l'inno italiano gentilmente offerto da Romano Fenati.

Durante la Moto2, complice la mia scarsezza come pilota, avrò fatto almeno tre infarti del miocardio a vedere come i piloti mettevano di traverso le loro moto, da Marquez a Redding belli incarogniti hanno dato tutti spettacolo, salvo poi avere un risultato di classifica in qualche modo "falsato" dalla bandiera rossa che  ha premiato Pol Espargaro che aveva tagliato il traguardo in prima posizione il giro precedente all'interruzione di gara. Un vero peccato che la pioggia abbia costretto l'organizzazione a sospendere la gara: mi sarebbe piaciuto veramente vedere la battaglia coltello tra i denti, tra i due spagnoli, Marquez ed Espargaro, sicuramente avrebbero fatto scintille per potersi aggiudicare il gradino più alto del podio nella loro Spagna.
I nostri italiani purtroppo non sono riusciti a brillare, vuoi per problemi tecnici, vuoi per le condizioni meteo così particolari da poterle chiamare "pazze": Corti dopo averci fatto ben sperare nei primi giri, chiude la gara con una onorevole sesta piazza, mentre Iannone che tutti, me compreso, davano come uno dei pretendenti alla vittoria dopo i numeri del Quatar, è arrivato solo 14°.

Nella MotoGP se la gara fosse durata 5 giri sarebbe stata la più bella e spettacolare da una decina d'anni a questa parte, peccato che poi hanno girato per altri 22, durante i quali il cronometro è tornato ad essere il padrone indiscusso della scena: posizioni cristallizzate, Stoner in testa, Lorenzo in seconda posizione che si avvicina di un decimo per poi perderlo il giro dopo, Pedrosa e Crutchlow che sembravano essere collegati da un invisibile cavo elastico poco più indietro e via via tutti gli altri, in ordine sparso a gruppetti o da soli.
Come Ducatista nei primi giri pensavo di toccare il cielo con un dito guardando Hayden veramente competitivo mentre sorpassava all'esterno i suoi avversari, ma la gioia è durata poco, giusto il tempo che la pista di asciugasse definitivamente e tutti gli altri hanno ingranato una marcia in più, lasciandolo sempre più indietro, passato anche dalle Honda clienti di Bradl e Bautista, oltre che dalle oramai ben collaudate e sicuramente performanti Yamaha clienti di Crutchlow (ottimo quarto) e Dovizioso (quinto, ma più in difficoltà rispetto all'inglese compagno di squadra).
Valentino si è consolato riuscendo a rintuzzare e alla fine tenere dietro un Barberà che sembra essere la sua nemesi quest'anno, lo stesso Valentino in collegamento con Fuorigiri ha ironicamente scherzato sul fatto che ha vinto la sfida con Hector, se non altro il buon umore di fronte alle telecamere non manca.
Per tornare alla gara, vince Stoner che stravolge tutti gli esperti dallo studio confessando che ha fatto una gara studiata e tattica, risparmiandosi per non incorrere nei problemi fisici sofferti in Qatar salvo poi prendere in mano il gas solo negli ultimi giri. E così anche tutti quelli che "sanno" che lui sa solo partire forte, tirare sempre e arrivare primo, che "sanno" che lui non si risparmia, che non sa fare gare tattiche, si ritrovano a sapere solo di non sapere nulla.
Subito dopo Casey si piazza Lorenzo, oggi visibilmente più in difficoltà, forse per un set up poco azzeccato, arriva al traguardo stremato fisicamente, con lo sguardo di chi non ci sta ad arrivare secondo, perché piloti come lui non ci stanno ad arrivare secondi, sopratutto a casa propria.
Terzo dopo aver resistito alla Yamaha clienti di Crutchlow, arriva Pedrosa, che forse ha esitato troppo nelle prime fasi della gara e nella MotoGP di oggi non si recupera, se non per demerito di chi è davanti: una volta che sei dietro ci resti con buona pace per lo spettacolo.
Chi mi preoccupa un po' è Ben Spies: non è da lui essere così indietro, così in difficoltà per tutto il week end, ma in generale fin dalla prima sessione della prima gara, spero veramente che Ben si riprenda e riesca a mettersi davanti per dare qualche motivo di spettacolo in più a questa MotoGP che, primi giri a parte, è sempre più simile alla Formula1, mancano solo i sorpassi ai box durante il cambio gomme e poi siamo a posto.

In sintesi: Moto3 e Moto2 mi hanno divertito, mi hanno lasciato con il fiato sospeso, mi hanno emozionato, MotoGP solo i primi cinque giri e poi il vuoto assoluto.

Un'ultima nota: sinceramente Mediaset dovrebbe cercare di correggere un po' il tiro con Fuorigiri, oramai Bobbiese non sa più cosa inventarsi, oltre a cercare di dare la linea a Valentino, per sentirsi dire sempre le stesse cose, riesce solo a inventarsi teorie giornalistiche di dubbia concretezza come l'ultima di oggi: Stoner si ritirerà presto perché vuole fare il papà.
Caro Bobbiese, con tutto il rispetto per chi è giornalista per mestiere a differenza del sottoscritto, a me e a tutti quelli che conosco, sembra che Stoner da quando è padre abbia totalmente cambiato l'approccio mentale alle gare e intendo dire in meglio: ha imparato a gestire le situazioni di stress, sorride anche se non è primo, s'impegna e vince anche se non parte dalla pole con un approccio alla gara molto più rilassato e maturo, ma se a Fuorigiri volete essere la Novella2000 del motociclismo, allora siete sulla strada giusta.

Baci,
UsuL

Twitter ci avvicina?

E' tardi, troppo tardi, ma il sonno non arriva e quindi mi sono messo a leggere gli ultimi twitt e leggendo una domanda di Guido Meda che aveva molto il sapore di "lancio l'argomento di discussione", ho risposto anche io, con la quasi assoluta certezza che il mio twitt si sarebbe perso nel mare di risposte dei fans e detrattori dell'uomo in piedi sul divano.
La cosa strana è stata che Meda ha risposto e non solo a me, ma a tantissimi di noi comuni tifosi, che hanno risposto, più o meno gentilmente, con più o meno rispetto per quello che, ci piaccia o no, è la voce italiana del motomondiale.
Devo ammettere che twitter, una volta di più, mi ha stupito, mi ha emozionato, pur con il limite dei 140 caratteri che ancora odio, mi ha dimostrato come riesce ad avvicinare le persone comuni a chi, come Guido Meda, sembra essere su un altro pianeta rispetto al nostro.
L'avevo già scritto in un'altra mia elucubrazione tempo fa, ma mi riferivo solo ad un twitter "passivo", il come stavo cambiando la mia percezione di Max Biaggi, l'uomo non il pilota, attraverso i suoi messaggi che mi restituivano una persona molto meno esaltata e con manie di grandezza rispetto al personaggio che ero abituato a vedere nel piccolo schermo.
Ma questa sera, la possibilità di dialogare in modo diretto e amichevole con chi normalmente posso solo ascoltare, senza diritti di replica, mi ha fatto sentire bene, mi ha anche restituito un'immagine di un giornalista sportivo di primo livello che all'una passata di notte, nella sua camera d'albergo a Jerez, spende tempo per parlare con chi vuole dirgli qualcosa, dando una risposta non solo a chi ha delle cose intelligenti da dire, (non io, non preoccupatevi), ma anche a chi lo insulta o a chi dice le solite cose che oramai l'hanno sicuramente stancato.
Per non parlare del fatto che in più di un messaggio ha ammesso gli errori di valutazione fatti in passato, quelli per i quali molti ducatisti lo odiano ancora a priori, questa è una prova di onestà dalla quale molti di quelli che ancora adesso lo stanno insultando, dovrebbero imparare


Onore a te Guido Meda, quando ci vuole, ci vuole.

sabato 28 aprile 2012

Qualifiche selvagge quelle di oggi a Jerez!

La Moto3 si conferma una bella formula, almeno dal punto di vista del semplice telespettatore come me, senza particolari doti di motociclista e senza grandi conoscenze tecniche.
Romano Fenati ha faticato più di quanto speravo, probabilmente poca confidenza con una condizione d'asfalto troppo imprevedibile e un pizzico di pressione dell'ultimo minuto e si è ritrovato decimo alla fine del turno, ma se calcoliamo che Maverick Vinales, (il favorito di quest'anno) è nono a un decimo da Fenati, si capisce quanto queste qualifiche siano state incerte e un po' "pazze".
Alla fine sono stati premiati i piloti che hanno rischiato di più, la pista dal bagnato di inizio sessione si stava asciugando e negli ultimi dieci minuti tutti hanno montato le gomme slick, anche se in molti punti la pista era ancora bagnata, quindi quelli che hanno avuto il "coraggio" di spingere a discapito delle condizioni incerte dell'asfalto, sono stati premiati.



La MotoGP ha disputato un turno di qualifica assolutamente fuori dal comune, a dir poco folle, proprio per le condizioni metereologiche: pista quasi del tutto asciutta, sole, ma nuvole nere e cariche di pioggia all'orizzonte. Per questo motivo tutti i piloti si sono lanciati dal primo minuto alla ricerca del miglior tempo, per la paura che durante il turno la pioggia sfalsasse tutto.
E' così che ci siamo ritrovati a vedere i piloti spendere tutto dal primo giro, in barba ai set up, alle regolazioni di fino e al traffico in pista, nessuna considerazione, visiera abbassata, testa in carena e gas a martello, (come direbbe Meda).
Crutchlow era quasi riuscito a piazzare la zampata vincente, trovando  quello che sembrava il limite già nella prima mezz'ora, piazzandosi in prima fila e le prime gocce di pioggia a ventinove minuti dalla fine del turno sembravano mettere la parola fine alle qualifiche, ma il meteo di questo GP ha dato un altro colpo di coda facendo uscire di nuovo il sole, asciugando la pista quasi subito e riaprendo la caccia alla pole.
Da lì in poi è stata una lotta a due per la prima piazza, tra gli spagnoli Lorenzo e Pedrosa, gli altri navigavano a un secondo dai due fuori classe iberici che hanno dato spettacolo, almeno cronometrico, battendosi giro dopo giro, accendendo caschi rossi a raffica, rincorrendosi in un testa a testa in cui Lorenzo l'ha spuntata per un decimo sul rivale.
Dietro la bagarre non è stata meno intensa, anzi, le condizioni così particolari della pista che aveva ancora delle chiazze di bagnato in alcuni punti, hanno reso tutto più incerto e alla fine l'ultima posizione della prima fila se l'è guadagnata in extremis un coriaceo Hayden, zitto zitto, quatto quatto, l'americano ha lavorato sodo, (come sempre), ha guidato la sua Ducati come si deve e la Rossa di Borgo Panigale l'ha ripagato con un terzo posto assoluto.
L'ottimo Crutchlow si aggiudica la prima piazzola della seconda fila a soli sette millesimi di secondo da Hayden, ma conferma il talento e il momento di grazia dell'ex pilota della Superbike, che ha dimostrato una volta di più, come sa adattare se stesso e la sua guida alle situazioni più critiche, mettendo la sua Yamaha clienti giusto di fronte alla Honda ufficiale del campione del mondo Stoner che lo segue sulla quinta piazza anche lui a sette millesimi di secondo di distacco da Cal, tre piloti in quattordici millesimi di secondo!
L'ultimo posto della seconda fila se lo aggiudica Ben Spies, il compagno di squadra di Lorenzo conferma il momento di difficoltà di questo inizio di stagione aprendo con il sesto posto il secondo gruppo degli inseguitori: sette piloti in meno di un secondo, con a sorpresa una CRT, quella di Randy De Puniet che si piazza tra le "sorelle maggiori" al decimo posto.
Il terzo segmento della classifica è aperto da Valentino Rossi, tredicesimo, staccato di un secondo pieno da chi lo precede in griglia e di tre secondi e mezzo dal suo "ex scudiero" che la griglia anche questa volta la apre e questo è tutto quello che dirò su Valentino Rossi.


Ora devo scappare, il tempo a mia disposizione è terminato per oggi pomeriggio, tornerò a parlare delle qualifiche della Moto2 questa sera, se ci riesco: la moglie scalpita per uscire di casa e non posso darle torto!

Baci,

UsuL

venerdì 27 aprile 2012

Il Re è tornato, lunga vita al Re?

Quando non si ha nulla di meglio da fare ...
In questo pomeriggio denso di aspettative, i supporter di Valentino Rossi stanno stappando bottiglie di champagne, brindando al ritorno del Re delle piste, che pur segnando il secondo posto nelle prove libere appena disputate, ha comunque messo la sigla "Ros" al primo posto della classifica per parecchio tempo.

Ma siamo sicuri che possiamo già festeggiare?

Credo proprio di no e lo dico con la tristezza di chi vuole la Ducati vincente, non di certo con la gioia di chi vuole solo essere l'ennesimo detrattore di Valentino Rossi.

Vediamo di capire perché frenare gli entusiasmi di oggi pomeriggio.

Valentino ha girato con il secondo miglior tempo in 1:51:440, con pista bagnata, l'anno scorso le prove si sono svolte sull'asciutto, mentre la gara fu bagnata, quindi prendiamo in esame il miglior tempo della gara, su pista bagnata che guarda caso è proprio di Valentino Rossi ed è 1:48:753, al quarto giro quindi con serbatoio pieno, non il miglior momento per registrare un giro veloce, (il consumo delle gomme da pioggia rende difficile fare tempi veloci con il serbatoio scarico), quindi Rossi oggi è stato quasi 3 secondi più lento dell'anno scorso.
Da questo possiamo capire che la sua prestazione non è stata eccezionale come sembrerebbe dai semplici dati cronometrici e in Ducati lo sanno bene.
Molto probabilmente gli altri piloti di punta non hanno forzato più di tanto, con condizioni così incerte, una pista bagnata, ma non fradicia, una pioggia leggera e non scrosciante, pongono un problema di uso razionalizzato delle gomme a propria disposizione, ricordatevi che non hanno gomme infinite: "bruciare" delle gomme il venerdì vuol dire non averle a disposizione la domenica e purtroppo le gomme rain nelle condizioni di oggi tendono a consumarsi troppo in fretta perché la pista non è così bagnata da evitarne il surriscaldamento.
E' più probabile che il lavoro di oggi sia stato di affinamento delle moto nell'eventualità che il meteo di domenica sia simile a quello di oggi, anche se si parla di una pioggia più intensa per la gara, quindi non si è cercato la prestazione cronometrica assoluta, ma solo la strada giusta nel set up della moto in vista della gara.

Se non bastasse questo a placare gli animi esaltati pronti a tatuarsi un nuovo 46 sul corpo, possiamo comparare anche i risultati delle prove libere dello scorso anno e di quest'anno: Valentino Rossi era terzo nello stesso turno di prove del 2011, salvo poi arrivare quinto a più di un minuto dal vincitore.

In Ducati non c'è da festeggiare, solo da stare testa bassa e lavorare, domenica sarà tutta un'altra storia e vi posso assicurare che non ci sarà nessuno ansioso quanto me di vedere una Ducati sul podio, ma è meglio non festeggiare troppo presto.

Baci,
UsuL

giovedì 26 aprile 2012

MotoGP a Jerez, attesa, pronostici e topolini vari

Eccoci alle porte della seconda gara della stagione per la MotoGP, archiviata la gara serale, il circus torna nella natia Europa.


Diciamo subito che, non ostante il tapiro d'oro e la giornata a far finta di essere una Iena di Italia1, Valentino non ci farà vedere nulla nemmeno questo week end, forse Hayden, che si è dimostrato ben più a suo agio con questa GP12, riuscirà a finire decorosamente la gara, sicuramente lo spagnolo Berberà promette fuoco e fiamme dichiarando che vuole arrivare primo delle Ducati, del resto è la gara di casa, ma per Rossi si profila un'altra gara grigia, anche se le previsioni meteo chiamano pioggia, non credo che farà molta differenza: la totale mancanza di feeling tra il 46 nazionale e la Ducati non credo che gli daranno modo di fare più di una gara nelle retrovie, sperando almeno di non essere doppiato.


Tornando alla gara, lasciando da parte la fantascienza di vedere una Ducati nelle prime posizioni, sono sicuro che vedremo una bella battaglia, a gruppetti come oramai siamo abituati in MotoGP, tra il gruppo di testa con uno Stoner che ha sicuramente voglia di riscattare il "brutto" finale della prima gara, un Pedrosa che sarà ancora sospinto dalla buona prestazione della scorsa volta e un Lorenzo che vorrà bissare il successo, sopratutto a casa, in faccia al Campione Mondiale e al rivale spagnolo della Honda, ma non dimentichiamoci di Spies: Ben deve rifarsi della brutta prova della prima gara, dovuta alle troppe cadute durante le prove che hanno segnato troppo la sua moto e il suo corpo, ma avendo avuto il tempo di recuperare la condizione fisica, la motivazione psicologica e con un bel carico di "voglia di riscatto", farà sicuramente la sua parte nella lotta per il podio.


I posti di rincalzo sembrano essere destinati alle due Yamaha di Crutchlow e Dovizioso, che hanno dimostrato come, pur non essendo all'altezza delle sorelle del team ufficiale, sono sicuramente delle gran moto e lasciano presagire una buona prestazione, sono anche curioso di vedere se bisseranno lo splendido duello della scorsa volta, ma spero che s'inseriscano altri contendenti!


Chi potrebbe aggiungersi ai due?


Bradl spera di essere lui, del resto il rookie ha dimostrato di essere già a suo agio nella classe regina, anche se poi ha dovuto cedere nella gara d'esordio, probabilmente per le gomme.
Hayden si guarderà allo specchio, vedrà il secondo pilota ufficiale della Ducati e sicuramente vorrà lottare in quel gruppo, ma Niky deve migliorare la sua prima parte di gara: ultimamente dimostra di avere un gran cuore e una motivazione che va oltre quella del suo più blasonato compagno di team, ma perde subito contatto con il gruppo di testa e poi lotta come un leone, troppo tardi però.
Barberà, come dicevamo, promette battaglia, la cosa mi preoccupa non poco: Héctor non si trattiene, è un pilota duro e spigoloso e non ha molto riguardo per gli altri piloti. Questa sua irruenza, abbinata alla voglia di ben figurare nella gara di casa e con l'occasione di vincere la "coppa del nonno" arrivando primo delle Ducati, viste le difficoltà dei piloti ufficiali, sono un presagio di una possibile bagarre potenzialmente rischiosa per l'incolumità degli altri piloti.
Valentino non l'ho nemmeno preso in considerazione, non credo proprio che con la moto attuale, senza grandi passi avanti tecnici rispetto alla prima gara, Rossi rischierà più del dovuto per dimostrare qualcosa a se stesso o agli altri; farà una gara rilassata nelle retrovie, senza spingere troppo, stando lontano dai guai, aspettando il momento buono della stagione, se mai arriverà. Spero solo di non dovermi ritrovare a commentare un'entusiasmante duello tra lui ed Edwards.


A questo punto, se avete una buona memoria, vi starete chiedendo cosa centravano i topi del titolo.


E' una notizia di colore che stavo leggendo su Twitter, dove Cal Crutchlow stava chiedendo aiuto al noto cacciatore del circus: Stoner, per catturare un topo che si è imboscato nel suo motorhome e gli ha fatto passare la notte in bianco.
Sarà stato Dovizioso che ha sguinzagliato il topo per rendere meno energico il suo compagno di squadra? Chi lo sa, ma mi piace l'immagine che mi sono fatto del Dovi, vestito come un ninjia, che notte tempo s'introduce nel camper di Cal con una gabbietta sotto braccio e un paio di topolini nutriti a Monster Energy, pronti a rendere impossibile la vita al compagno di squadra.


In questi tempi di vacche magre per noi Ducatisti, bisogna trovare modi alternativi per divertirsi.


Baci,
UsuL

martedì 24 aprile 2012

Assen e il mondiale bagnato

Volevo commentare la gara olandese del mondiale SBK, ma poi è arrivato questo video e rispettosamente mi limito a condividerlo con voi ... vi dirò, ascoltandolo mi è venuta voglia di seguire di nuovo la Superbike con la sua voce e il suo commento in diretta ... speriamo per il futuro!

http://it.motofan.com/notizie/reportage-giovanni-di-pillo-ci-racconta-tutto-su-le-gare-sbk-di-assen/7936


Baci,
UsuL

La Superbike del futuro?

La scorsa settimana leggevo un interessante articolo in cui si parlava delle novità per il futuro della Superbike: un'unica gara più lunga al posto delle due manche e il rifornimento e cambio gomme, che saranno sperimentati in due gare del 2013.
Che la Superbike debba cambiare format e passare ad una gara unica la domenica credo che sia la scelta più giusta da un punto di vista televisivo e quindi di appeal per gli sponsor, che sia il momento giusto per mettere in programma certi cambiamenti così radicali? Credo proprio di si: pensare ora vuol dire sperimentare nel 2013 e applicare nel 2014, quindi in quello che dovrebbe essere il primo anno senza Valentino Rossi o l'ultimo con, (comunque non credo che il funambolo di Tavullia arriverà in sella ad una MotoGP nel 2015), vorrà dire intercettare investimenti diversificati da parte delle case motociclistiche, visto il trend in discesa della "classe regina" è già palpabile all'inizio di quest'anno con un 46 in difficoltà che toglie spettatori.


Quello che non mi piace per nulla è l'idea del pit stop.


La Superbike rischierebbe di diventare una specie di Formula1, in cui strategie di cambio gomme, errori nella corsia dei box e scelte errate sul momento in cui rientrare, diventano parte integrante e troppo spesso imperante nei successi e nei fallimenti dei piloti.
La SBK è bella anche perché i piloti non si risparmiano, non guardano al tatticismo della gara: giù la visiera e dentro di gas spalancato, almeno finché le gomme tengono e poi spera di tenerla in piedi.


Rifornimento in gara, cambio gomme sono cose che non vedo nel motociclismo, se non in gare di endurance e sembra che alla Infront vogliano creare un ibrido tra un Gran Premio e una Endurance: più corto, e quindi più vendibile alle TV di una Endurance, ma più vario e con più variabili in gioco di un Gran Premio e quindi possibilmente meno noioso della MotoGP di oggi.


In questa formula c'è un errore di base: le gare sono già abbastanza vive così come sono, anzi, il fatto di limitarsi ad un'unica manche dovrebbe spingere a giocarsi ancora di più il tutto per tutto: oggi un errore nella tattica di gara uno ti permette di capirlo, mettervi riparo e giocarti altri punti importanti in gara due, ma con un'unica gara tutto questo sparisce: i punti in palio son lì, sono di più, ma un errore non si recupera, la scelta della gomma sbagliata, (come per Checa domenica scorsa), non è un piccolo passo indietro in classifica, ma potenzialmente un grande balzo.

In Superbike hanno veramente bisogno di stravolgere così tanto la formula?

Non voglio pensare che siano così miopi da voler cambiare per "staccarsi" dal format del classico Gran Premio a favore di una MotoGP, pensando di offrire così un pacchetto "alternativo" e non "antitetico", penso che questo sia proprio il momento giusto per affondare il coltello, per dare alle case costruttrici una valida alternativa all'impegno in MotoGP, non diversa, ma migliore.



Baci,
UsuL


P.S.: Potete anche commentare, mica vi sgrido!